all’ospedale di Nocera, blitz della polizia


Nocera Inferiore. Macchinari abbandonati nei seminterrati dell’ospedale di Nocera Inferiore. La procura della repubblica del tribunale dell’Agro – pm Erneso Caggiano – apre un’indagine. Ieri mattina accesso congiunto degli agenti del commissariato di Nocera e dei poliziotti della pg del Tribunali coordinati dall’ispettore Senise Califano, all’Umberto I.
Il sopralluogo di ieri mattina è solo il primo passo della delicata indagine coordinata dalla procura nocerina chiamata a fare luce su quello che può essere ribattezzato ‘il cimitero’ dei macchinari. Una Tac, una camera iperbarica, termometri, stetoscopi, lampade per sala operatoria, e ancora lenzuola, cuscini, medicinali. Il tutto in disuso da anni, praticamente sotto chiave, negli scantinati dell’ospedale, alla mercè di umidità, polvere, incuria e degrado che hanno reso i costosissimi materiali, quasi sicuramente, inutilizzabili.

 I poliziotti, ieri mattina, armati di macchina fotografica, hanno immortalato il tutto. Immagini finite seduta stampa nel fascicolo d’inchiesta. Al momento l’ipotesi di reato è quella di omesso controllo, non risultano iscrizioni nel registro degli indagati ma il caso rischia di far cadere teste ‘blasonate’ dell’Asl.

Sulla vicenda il manager dell’Azienda sanitaria, Antoni squillante, tende a minimizzare, definendo il caso ‘una bufala’.
Secondo il massimo vertice dell’Azienda di via Nizza, infatti, la tac che giace nei sotterranei dell’Umberto I è un macchinario obsoleto, in disuso dal 2009. Ripararla sarebbe stato antieconomico per l’Asl perchè sarebbe costato 60mila euro. Per l’Umberto I, invece, è stata acquistata una Tac di ultima generazione che, in un quinquennio, permetterà di ammortizzare i costi rispetto, invece, al ripristino della vecchia. La camera iperbarica, poi, si apprende dai vertici Asl, è in disuso da 10 anni, praticamente un rottame.
Valutazioni che, ad oggi, saranno anche rispondenti alla realtà, ma l’interrogativo è un altro. Perchè, a suo tempo, quando i costosissimi macchinari si sono rotti, non sono stati riparati e invece spediti nei sottoscala del nosocomio? Tutto ciò mentre i pazienti dell’Agro sono costretti, per cure iperbariche, a recarsi all’ospedale Ruggi di Salerno dove, ovviamente, si allunga la lista d’attesa per accedere alle cure?
Interrogativi, questi, sui quali ora tocca alla magistratura fare luce ed individuare possibili responsabili che non solo non avrebbero vigilato sui macchinari in disuso – che in caso di non funzionamento devono essere alienati – ma non si sarebbero posti il problema del diritto alla salute, negato ai malati dell’Agro, costretti anche per le cure iperbariche, a viaggi della speranza.

 

 

 di Carmela Scarano   fonte metropolisweb