”Alluvionati, la rinascita di una famiglia: “Ma resta la paura

La storia dei coniugi Civale, Ieri al rientro anticipato da Milano hanno trovato la loro casa in via Pascoli completamente allagata. Le conseguenze del disastro, tra la solidarietà degli amici e la delusione del ripetersi di una tragica esperienza già vista anni fa: “Non è cambiato nulla”.

 

Ieri sera, al rientro anticipato da Milano, dopo aver appreso telefonicamente la notizia dell’alluvione, hanno trovato la loro casa, nella quale per ventitré anni hanno vissuto due generazioni della stessa famiglia, sommersa da oltre metri di acqua sporca e fango.

"Non auguro a nessuno e spero che non accada più – dice – quando vedi una cosa del genere provi angoscia e ti senti solo, impotente, abbandonato da tutti".  Un pantano invaso dal reflusso della piena, del fiume che ha rotto gli argini. Il giardino della casa e il terreno dista circa 1 km con l'argine, da cui è possibile vedere il disastro da cui la forza dell'acqua ha trascinato via tutto ed ha allagato attività commerciali, scantinati, cantine, appartamenti.  Da poche ore le ruspe hanno cominciato lavorare, ma basta una pioggia intensa, pochi minuti dell’ormai nota "bomba d'acqua" e torna il terrore per gli abitanti di via Pascoli.

Già più di 15 anni fa e ancora di recente, altre alluvioni, con decine di centimetri d’acqua in casa, ma nulla in confronto a quello che accaduto Giovedì mattina intorno alle 7.30 circa del mattino. E’  stata di tre volte superiore e adesso prima di incominciare a pulire e a svuotare 2 metri d’acqua e forte la paura che possa riverificarsi una nuova inondazione se non si assumono seri ed urgenti interventi.

“Appena iniziano a cadere due gocce d'acqua senti un'ansia che non riesci a controllare", acqua in casa, un blackout, i risparmi di una vita intaccati.

Appena rientrati da Milano, i coniugi Civale, ancora sotto shock, si sono trovati dinanzi una scena catastrofica, semplicemente tutto distrutto.

Venerdì 30 ottobre, ore 14.30. L'attesa in stazione di Milano e un viaggio di 6 ore di attesa e pensieri per arrivare a Nocera, con la speranza di ritrovare la loro casa meno danneggiata, dopo la telefonata dei parenti correte, la casa è allagata".

Quando arrivano a casa con i bagagli, trovano il genero Salvatore e i vicini armati di secchi e mastelli nel tentativo di liberare dall'acqua il loro appartamento nel seminterrato. Tutte le loro cose galleggiano in un due di fanghiglia. "l’anno scorso, mi avevano dato in custodia il libro più grande del mondo dell’Ordine dei Cavalieri Templari, ci tenevo molto – racconta Massimo Civale – sono entrato e la prima cosa che ho visto è che era capovolto e galleggiava nel acqua e fango . Un colpo al cuore".


Spero sarà l'unica cosa, di riuscire a recuperare. Tutto l'arredamento finirà sicuramente in discarica. "Una cucina Scavolini praticamente nuova – dice Pina, la moglie – divani, cassettoni. dobbiamo rifare tutto l'arredo. Ma la cosa che fa più male è perdere i ricordi. Questa era la casa dove sono nati e cresciuti i nostri figli. Tutto quello che avevo di loro l'ho perso.
 Il fango distrugge tutto".

Ci sono vorrà del tempo per fare ritornare la casa  abitabile. Si salveranno spero solo le piastrelle del pavimento grazie all'idrovora e a un generatore di corrente prestato dai vicini, tutto il resto è da rifare. C’è fango  da tutte le parti della casa.


"Abbiamo perso tutto, resta solo la speranza – dice la signora Giuseppina Granato – anche se difficilmente arriveranno dopo anni i risarcimenti non ci spero.

 

Io chiedo alle amministrazioni pubbliche: non fate promesse, e se le fate mantenetele. Non prendete in giro chi ha vissuto già un dramma 15 anni fa. Dobbiamo aspettarci i disastri a causa dei cambiamenti climatici, ma si possono prevenire. Ci vuole la volontà di farlo, ad esempio mettendo in sicurezza dico sicurezza gli argini del fiume a monte. Invece si spendono milioni di euro per riparare i danni, quando la stessa cosa potrebbe accadere anche domani".

Danni e angoscia ha lasciato l'alluvione. Ma non solo. C'è anche la solidarietà. I coniugi Civale lo ripetono:
 senza l'aiuto degli amici e dei vicini, che li stanno aiutando…sarebbe  ancora più difficile affrontare questa emergenza. E' grazie al genero e i vicini che stanno  pompando  fuori l'acqua da ieri  notte. Incredibilmente.