NOCERA Inferiore. «Bocconi velenosi» composti da fette di pane arrotolate da mortadella, intrisi di polverine verdi, sono stati trovati da cercatori di funghi e cacciatori, nei boschi della catena montana che sovrasta la 266 Nocerina. «In più zone dei monti che sovrastano Bracigliano, Ciorani di Mercato San Severino e sulla Licineta, sono stati rinvenuti oltre una quindicina di cani morti e capi di selvaggina e oltre una quindicina di carogne di volpi, il cui lancio è stato effettuato nell’autunno scorso». Questa la denuncia fatta per iscritto, dal coordinatore provinciale dell’Associazione Nazionale Libera Caccia, Pasquale Ferrante, le cui guardie giurate sorvegliano molte zone della provincia di Salerno. Nell’Agro nocerino, a portare avanti un sistematico discorso sulla «educazione» alla caccia dei volatili e della selvaggina, è la Federcaccia il cui responsabile provinciale è Carmine Rinaldi, collaborato da Katia Sorrentino. Nella Valle del Sarno si distinguono, in questa opera la sezione di Roccapiemonte e quella di Pagani. Tutti hanno condannato gli «avvelenamenti e le contaminazioni dei boschi», specialmente laddove si sono avuti i ripopolamenti di selvaggina specie di lepri, cinghiali, fagiani, starne ed altri volatili. «Quello che è accaduto sui monti del medio Nocerino – dicono in coro i componenti delle associazioni dei cacciatori – è un atto di inciviltà, un autentico attentato alla natura. Infestare le montagne di veleni significa pure avvelenare l’uomo».

 

fonte ilmattino.it servizio di Gennaro Corvino