Castello Fienga allarme degli esperti

Nocera Inferiore. «Di questo passo del castello non resterà più nulla». Questo l'allarme lanciato dal professor Paolo Peduto durante il convegno dell'Archeoclub Nuceria Alfaterna dedicato ai beni culturali dell'Agro nocerino. Il docente di archeologia medievale presso l'università di Salerno e membro del comitato tecnico scientifico dell'Archeoclub d'Italia, ad una platea di curiosi e studiosi raccoltisi nella biblioteca comunale, ha relazionato sullo scempio eseguito sul castello del Parco di Nocera Inferiore, dove è stata sbancata l'area a nord del palazzo Fienga. Il professore Peduto ha mostrato le fotografie dei luoghi, prima dell'intervento di «restauro» e subito dopo di questi, dove si nota lo sbancamento dell'area e la rimozione dell'humus e dei materiali archeologici in esso contenuti. Il noto medievista ha anche lamentato l'incauto restauro di una parete della cosiddetta Sala dei Giganti nella quale prima dei lavori era possibile distinguere nove fasi d'intervento antico, tutte oggi cancellate. Il problema messo il luce dal professore Peduto è quella dell'assenza di adeguate competenze da parte di coloro che con leggerezza si sono assunti l'onere di procedere al restauro del castello. In zona, infatti, sono intervenuti architetti che non hanno assoluta conoscenza delle procedure per operare su manufatti medievali. Alla riunione è intervenuto anche Antonio Pecoraro, presidente dell'Archeoclub Nuceria Alfaterna, che ha ricordato come da anni, invano, l'associazione abbia chiesto che sul maniero nocerino si adottasse lo stesso restauro filologicamente corretto effettuato a suo tempo al castello Arechi di Salerno. Dal pubblico presente in sala è emersa l'esigenza di costituire un comitato per vigilare sul patrimonio archeologico, architettonico e storico dell'Agro nocerino per evitare scempi e per promuovere il riscatto del territorio. Alla manifestazione è intervento anche il senatore Antonio Guerritore che ha ricordato gli sforzi per l'acquisto del castello dal fallimento Fienga e il recupero dei reperti della collezione del Palazzo tuttora custoditi negli scantinati della soprintendenza archeologica.

Fonte Il Mattino