“Conversazioni sul Giornalismo” : Dialogo aperto con il giornalista Marco De Marco

 E’ terminato da poche ore l’evento culturale che ha visto protagonista il giornalista,nonché direttore del “Corriere del Mezzogiorno” , Marco De Marco. Un appuntamento che rientra nella rassegna “Conversazioni sul Giornalismo” ,curata ed ideata dal Marte-mediateca arte ed eventi di Cava dè Tirreni, in cui il Direttore s’è prestato alla trattazione ed analisi del nuovo modo di concepire e diffondere la notizia, attualmente caratterizzata da una continua ricerca di spettacolarizzazione.

L’ouverture dell’evento è stato affidato ad un breve frammento audio-visivo che ha anticipato le tematiche principali della serata, mostrando le subdole e talvolta infime modalità d’esplicazione dell’ informazione. Una carrellata tragica sulle pagine di Cronaca dell’Italia più recente, passando dal delitto Scazzi fino all’ultima bagarre politica tra i soliti noti.

La peculiarità dell’evento sta nell’aver fornito ai presenti (professionisti e non) un quadro a 360° sulla difficile situazione della carta stampata alle soglie di un periodo storico eccezionalmente iper-tecnologico, passando poi ad un’analisi lucida della nuova figura dell’intellettuale, definito “incerto” per via del flusso di notizie a cui è quotidianamente esposto.

 La riflessione del giornalista è caduta,inoltre, sul difficile rapporto tra l’individuo e la società: “L’Italia è un paese moderno ma che vive la modernità con imbarazzo”. Un’affermazione scaturita da un’insanabile frattura, secondo quanto affermato, tra una generazione datata che non riesce a stare al passo con quella moderna e che genera una forma d’ inguaribile sospetto anche nei confronti dei nuovi professionisti dell’informazione.

La spettacolarizzazione dell’informazione, spiega il Direttore, è l’emblema di un cambiamento radicale della società. Un cambiamento ipotizzato e teorizzato già da Pasolini mezzo secolo fa e che vede vittime di fatti di cronaca divenire attori inconsapevoli di una finta-realtà, creata ad hoc attraverso espedienti d’intrattenimento che avvicinano le vicende a vere e proprie “soap”.

Nell’ultima parte della conversazione s’è voluto fare una previsione sul futuro dei quotidiani, i quali statisticamente perdono di anno in anno milioni di lettori per quanto riguarda la carta stampata mentre ne acquisiscono sempre di nuovi sulle testate on-line. Si tratta di un fenomeno che porterà alla disfatta del cartaceo rendendo problematica la professionalizzazione dei nuovi tecnici dell’informazione. Inoltre, con una crescente fruizione della notizia in rete, aumenterà la richiesta di spazi pubblicitari (che ben s’inseriscono nel contesto multimediale) rendendo,nella peggiore delle ipotesi, l’informazione e la pubblicità due facce della stessa medaglia.

Prima di congedarsi, Marco De Marco non s’è risparmiato nel rispondere a domande dei presenti, andando a toccare altre tematiche fondamentali come l’ autoregolamentazione/autocensura per i giornalisti, i quali devono necessariamente tornare ad un assetto formativo più rigido ed edificante.

I saluti, infine, sono stati caratterizzati da un caldo invito ad intraprendere con serietà e passione un lavoro complesso e tristemente in crisi come quello del giornalista, il quale ha come fine ultimo quello di fornire informazioni non demistificate a beneficio dell’intera comunità.

L’appuntamento con “Conversazioni sul Giornalismo” tornerà a Settembre, a testimonianza di un impegno culturale sempre vivo da parte della Mediateca cavese.

 

Carmine Vitale