Industriale pentito adesso “incastra” Alberico Gambino

È un imprenditore di Pagani del settore costruzioni la nuova carta della direzione distrettuale antimafia di Salerno per le indagini sul caso Pagani, atteso già nella seconda fase del processo “Linea d’ombra” al via  in Corte d’Appello.

 L’uomo, incappato in alcuni problemi economici legati alla sua attività, trasferito fuori città con i parenti nelle scorse settimane, sarebbe stato più volte ascoltato da un gruppo di investigatori nel corso degli ultimi mesi, dopo aver espresso la volontà di collaborare. Il quarantenne paganese, titolare di un’azienda edilizia che porta il suo nome, avrebbe forti legami con il gruppo Petrosino D’Auria, manifestati da interessi economici, agganci imprenditoriali e rapporti intessuti con personaggi politici di primo piano, suffragati da numerosi riscontri già messi nero su bianco dagli inquirenti. Le sue dichiarazioni potrebbero diventare, in caso di ammissione al secondo grado di giudizio, il nuovo elemento processuale insieme a quelle di Sandro Contaldo, boss del clan Contaldo-Annunziata, leader della fazione criminale delle palazzine negli anni novanta, passata in secondo piano con l’ascesa dei Fezza-Petrosino D’Auria.