In caso di avverse condizioni atmosferiche i concerti si terrano al nuovo Teatro Comunale DIANA, in Piazza Guerritore a Nocera Inferiore 21 giugno IVAN LINS & BandIvan Lins voce, tastiera André Sarbib pianoforte, tastiere Chris Wells percussioni Alfonos Pais chitarra João Moreira tromba
Ivan Lins, plurivincitore del Latin Grammy Award, uno dei più grandi artisti brasiliani, è la star che apre questa XIII edizione di Jazz in Parco. La carriera di questo cantautore, compositore, cantante, pianista, percussionista e paroliere è iniziata 35 anni fa ed ha prodotto 27 album, con oltre 350 canzoni registrate in Brasile ed altre centinaia in tutto il mondo.
Ivan Lins ha collaborato durante gli anni ’80 con grandi nomi come George Benson e Quincy Jones. Nel 1980 la sua composizione "Dinorah, Dinorah" faceva parte dell’album campione di vendite “Give Me the Night” di George Benson. Inoltre Quincy Jones incluse la canzone "Velas" nel suo album “The Dude” che vinse il Grammy Award come miglior performance jazz strumentale, ed ha continuato a ritornare da Lins per attingere nuovo materiale per altri album.
Da allora i grandi del Jazz e del Pop hanno registrato le canzoni di Ivan Lins; tra questi i già citati George Benson e Quincy Jones, ma anche Ella Fitzgerald, Sarah Vaughan, Carmen MacRae, Barbra Streisand, The Manhattan Transfer, Diane Schuur, Nancy Wilson, Eliane Elias, Patti Austin, Toots Thielemanns, Take 6, Lee Ritenour, Mark Murphy, Dave Grusin, Sergio Mendes e tanti altri. Per la sua canzone “She walks This Earth” nel 2000 Sting ha vinto il Grammy per la migliore performance pop maschile.
Nel 2005 Ivan Lins ha vinto un Latin Grammy Award per il suo album “Cantando Historias” ritenuto il Best Album of the Year; il primo DVD ufficiale sulla sua carriera ha venduto più di 25.000 copie.
Lins ha partecipato ai festival più prestigiosi del mondo tra cui il North Sea Festival, il Royal Festival Hall di Londra, Hollywood Bowl e il Monterey Jazz Festival. Le sue radici musicali sono germogliate in un sound ormai appartenente all’intero villaggio globale.
26 giugno Yamandu Costa – Guto WirTti Yamandu Costa chitarraGuto Wirtti basso
Autentico ragazzo prodigio, nato a Passo Fundo, Rio Grande do Sul, in Brasile, Yamandu inizia gli studi di chitarra grazie al padre Algacir, musicista, all’età di 7 anni. Perfeziona poi la tecnica con l’argentino Lúcio Yanel. Fino ai 15 anni, la sola musica nota a Yamandu era quella popolare brasiliana, argentina e uruguayana. Comincia poi ad avvicinarsi anche alla musica di Baden Powell e di Jobim. La sua carriera arriva ad una svolta a 17 anni, con un concerto a San Paolo, che lo consacra come il più dotato dei chitarristi brasiliani. Da allora incanta il pubblico dei palcoscenici di tutto il mondo con la sua musica che non si rifà ad uno stile in particolare, ma viaggia tra i generi più svariati col filtro della sua straordinaria personalità musicale, che al grande virtuosismo unisce la capacità di toccare il cuore del pubblico con la magia e la poesia che solo i grandi artisti sanno esprimere.
Anche Guto Wirtti proviene da una famiglia di musicisti. Nato nel 1982, ha studiato chitarra per poi passare al basso. All’età di 13 anni già si esibiva in pubblico. Ha suonato a fianco di famosi artisti brasiliani come Celso Fonseca, Milton Nascimento, João Donato. Dal 2003 collabora con Yamandu Costa. 27 giugno STEFANO GIULIANO Latin Jazz Project
Stefano Giuliano Sax Alto
Nicola Coppola Tromba
Raffaele (Lello) Carotenuto Trombone
Michele Di Martino Pianoforte
Domenico Andria Basso
Pierpaolo Bisogno Percussioni
Gaetano Fasano Batteria
Maria Joao e Mario laginha QuintetMARIA JOAO voce MARIO LAGINHA piano BERNARDO MOREIRA contrabbasso
ALEXANDRE FRAZAO batteria (con la seconda a del cognome come Joao)
JULIAN ARGUELLES sax (la u di Julian ha la dieresi)
Il settetto capitanato dal sassofonista Stefano Giuliano è attivo dal 2004. La band, che si rifà alla tradizione sudamericana di Tito Puente, Irakere, Paquito De’Rivera, Mongo Santamaria etc., propone un repertorio composto da brani di evidente radice afro-cubana ma contaminata dalla musica jazz. Stefano Giuliano, sassofonista, compositore, arrangiatore, direttore d’orchestra ha collaborato e collabora con famosi jazzisti nazionali quali, Giovanni Tommaso, Roberto Gatto, Maurizio Giammarco, Mario Raja, Riccardo Fassi, Giampaolo Ascolese, Pietro Condorelli, Tino Tracanna, Dario Deidda, Luca Mannutza, ed altri; ha collaborato inoltre con musicisti internazionali quali T. Harrell, Randy Brecker, Peter Erskine, New York Voices. Dal 1998 tiene regolarmente corsi di Tecnica dell’Improvvisazione Jazzistica presso l’Università degli studi di Salerno.
Maria Joao Montero Grancha è nata a Lisbona il 27 giugno del 1956 da padre portoghese e madre mozambicana. Nel 1982 cominciò a studiare alla Scuola di Jazz dell’Hot Club di Lisbona. Nel 1983 uscì il suo primo disco, “Quinteto de Maria Joao”, con riletture di standards americani. “Cem caminhos” il secondo album, fece incetta di premi e riconoscimenti. Nel 1986 dopo un tour in Germania uscì il suo terzo disco “ Conversa”. In uno dei concerti in Germania era presente la pianista giapponese Aki Takase che, sentitala cantare, la invitò a collaborare con lei. Takase si muoveva nel mondo del free jazz e per Maria Joao, che invece si dedicava principalmente alla rilettura degli standards americani, quell’incontro determinò una svolta nello stile e soprattutto nel repertorio, che divenne man mano originale. Per cinque anni si esibirono nei Festivals di tutta Europa sempre dando ampio spazio all’improvvisazione. Durante questa collaborazione vennero incisi due albums ,“Looking for love” registrato nel 1987 al Festival Jazz di Leverkusen e “Alice”, registrato nel 1990 al Festival di Norimberga.
Nel 1991 senti la voglia di esplorare nuovi terreni musicali. Maria Joao tornò in Portogallo per dar vita ad un progetto con la band protoghese dei Cal Viva. Di quella band facevano parte musicisti molto noti come José Peixoto, Carlos Bica, José Salgueiro e Mário Laginha, e il risultato di questo incontro fu “Sol”, disco del 1991 in cui la musica tradizionale portoghese ed il jazz si fondevano in sonorità molto originali. Una vera svolta nella carriera della Joao fu rappresentata dal contratto con l’etichetta Verve, che nel 1994 pubblicò “Danças” disco che diede vita ad una nuova fase ed ad un nuovo duo, quello con il pianista Mario Laginha. A quel disco ne hanno fatto seguito ben altri sette :“Fábula, Cor, Lobos, Raposas e Coiotes, Chorinho Feliz, Mumadji (ao vivo), Undercovers e Tralha”.
In questo periodo Maria Joao ha dato vita anche ad altri progetti come quello del 2001 con Joe Zawinul, con il quale, per oltre un anno, ha suonato nei Festivals Jazz di tutto il mondo.
Nel 2003 un nuovo progetto molto innovativo, con il quartetto austriaco dei Saxofour, con il quale ha registrato due Albums: “European Christmas” e “Cinco”.
Nel 2004 è stata voluta da Gilberto Gil nello spettacolo “Gil e os quatro cantos” a cui hanno preso parte anche Susana Baca e Paulo Flores. Nel 2007 ha pubblicato un Album tutto dedicato al Brasile dal titolo “JOAO”, rileggendo sia autori classici come Baden Powell, Edu Lobo e Chico Buarque, sia Artisti contemporanei come Lenine, Caetano Veloso, Carlinhos Brown, Marisa Monte. Nel 2009 è ritornata al Jazz con l’Album “Chocolate”, pubblicato in Italia da Universal.