Nocera Inferiore. Condannato a otto anni di reclusione un ricoverato in una casa di cura per l'omicidio preterintenzionale di un altro degente. Il giudice dell'udienza preliminare, Donatella Mancini del tribunale di Nocera Inferiore, ha condannato Salvatore Sarno di 39 anni per l'omicidio preterintenzionale di un altro degente di «Villa de' Fiori», avvenuto il 23 gennaio 2002. Il giudice ha emesso la sentenza dopo che i difensori dell'imputato, avvocato Giuseppe Buongiorno e avvocato Olimpia Vitale, avevano chiesto che il loro assistito venisse giudicato con il rito abbreviato: una scelta che ha consentito una riduzione della pena di un terzo. Il trentanovenne Salvatore Sarno era accusato di omicidio preterintenzionale aggravato dai motivi futili e dalla circostanza di aver approfittato delle condizioni di minorata difesa della vittima, Enrico Altamura (all'epoca di 42 anni). Entrambi erano degenti presso la casa di cura sul colle San Pantaleone a Nocera Inferiore. Il pm Giancarlo Russo ricostruisce la vicenda imputata a Sarno.
«A seguito di un banale litigio pregresso, conseguente a supposte molestie e fastidi provocategli dall'Altamura, in specie attraverso pressanti richieste di sigarette – si legge dal capo d'imputazione, ndr – Sarno raggiungeva costui (portatore di insufficienza mentale di grado medio con disturbo nel comportamento) all'interno del reparto e nella stanza dove stava riposando, steso sul letto e in condizione di minorata difesa, colpendolo ripetutamente in due successive riprese, comunque in modo improvviso e violentissimo, con almeno tre o quattro pugni, di cui almeno uno colpì la faccia laterale sinistra del collo, procurando lo sfacelo traumatico a carico del glomo carotideo e consequenziale bradicardia con edema polmonare acuta conducente al decesso». Insomma, dopo un litigio, Sarno sarebbe entrato nella camera dove riposava Altamura e lo avrebbe colpito più volte con pugni dalla tremenda potenza, considerata anche la sua mole, successivamente procurando la morte della vittima. L'inchiesta dei carabinieri e della procura nocerina escluse ogni responsabilità a carico del personale di Villa dei Fiori.
L'ultima perizia psichiatrica disposta dal Gup ha sancito che all'epoca dei fatti l'imputato era affetto da un vizio parziale di mente e ha escluso un'attuale sua pericolosità sociale. «Il Giudice dell'udienza preliminare ha irrogato una pena particolarmente severa, in relazione alle condizioni soggettive dell'imputato – afferma l'avvocato Buongiorno – Proporremo ricorso in appello avverso la sentenza al fine di cercare di ottenere una pena più lieve, che tenga conto delle patologie di cui è affetto il nostro assistito». (Luigi Falcone)