Nocera Inferiore. “Esplode” in Regione il caso “frana di Montalbino,4 marzo 2005”, in tutta la sua gravità e soprattutto attraverso un excursus drammatico nel corso della discussione sull’interrogazione presentata dall’onorevole Salvatore Gagliano di Alleanza Nazionale. L’intervento era stata rivolta al presidente Bassolino, all’assessore della Protezione Civile, onorevole Walter Canapini e al presidente del Consiglio Regionale, onorevole Sandra Lonardo. L’interrogante chiedeva di sapere se fosse operante un finanziamento di tre milioni e mezzo di euro per i primi interventi; se esistesse un progetto esecutivo e se,in mancanza di tutto questo, che cosa si intendesse intraprendere, con immediatezza. In assenza dell’assessore alla Protezione Civile (“assenza non tollerabile” per la presidente Lonardo), la risposta veniva letta dal vice Presidente della giunta, onorevole Antonio Valiante. A fronte del contenuto della interrogazione la risposta, preparata dall’ufficio tecnico, appariva subito claudicante.
L’onorevole Valiante “ha letto la verità”, affermando che, nella sostanza c’era negli uffici un progetto preliminare, e che la spesa prevista, per rimettere in sicurezza la zona di Montalbino,si aggirava intorno si 15-16 milioni di euro. Valiante non mancava altresì di porre in evidenza tutti gli interventi operati dopo quella drammatica notte del 4 marzo di tre anni e mezzo fa, ricordando che dopo quella frana si sono avuti casi di emergenza per circa 500 milioni di euro, interessando ben l60 comuni della Campania La repilica dell’onorevole Gagliano è stata secca e decisa: «Con tutto il rispetto alla sua persona, onorevole Valiante, devo farle notare che lei non ha risposto a nessuna delle tre domande poste nella interrogazione. Forse non ha potuto rispondere. E il perchè è evidente: per la frana di Montalbino non c’è niente di esecutivo, ma io le confermo che continuerò la mia battaglia in tutte le sedi istituzionali» . Il presidente del «Comitato per Montalbino». dal suo canto ha ribadito come «sia tutto chiaro, tutto scoperto. È una vergogna, dopo tre anni e mezzo di inutile attesa». Incisivo anche l sindaco Romano, secondo cui «il diavolo fa la pentola ma non i coperchi. Per i venditori di fumo.ci dovrebbe essere ben altro la recriminazione morale e civile». (Gennaro Corvino)