Salerno si lascia alle spalle un’estate nera a causa delle morti bianche, attestandosi al terzo posto nella classifica delle province italiane che hanno registrato il più alto numero di incidenti sul lavoro nel 2012. I numeri sconfortanti sono stati resi noti dall’Osservatorio sicurezza sul lavoro di Vega Engineering che ha effettuato un monitoraggio puntuale e dettagliato sull’emergenza delle morti sul lavoro in Italia, prendendo come periodo di riferimento i primi otto mesi del 2012.
La ricerca ha evidenziato che il picco di vittime si è avuto lo scorso agosto, quando in tutto il Paese sono stati registrati complessivamente 51 morti. Un dato, questo, che rappresenta un sensibile peggioramento rispetto alle 48 vittime del 2011 e le 45 del 2010. A dare ancora maggiore rilevanza a queste cifre è l’incremento della mortalità nei primi otto mesi del 2012, rispetto allo stesso periodo del 2011. Si è, infatti, rilevato un aumento del 3,2%.
Sale così a 359 il bilancio delle vittime sui luoghi di lavoro in Italia e a contare il maggior numero di morti bianche non è la produttiva Lombardia, ma L’Emilia Romagna con 49 infortuni mortali. Seguono la Lombardia con 46 vittime, la Toscana con 34 e al quarto posto la Campania con 27. Tra le province italiane è, poi, Modena a detenere la maglietta nera con 17 decessi da gennaio ad agosto.
Seguono Brescia con 14 e Salerno, a pari merito con Torino, con 11 vittime. Nel caso del territorio salernitano il picco è stato raggiunto sempre in estate ma a giugno, quando sono deceduti cinque lavoratori. In un rapido susseguirsi di incidenti mortali, infatti, hanno perso la vita il 3 giugno a Salerno Vittorio Cifone ; il 5 giugno a Padula Michele Vecchio; il 10 giugno a Salerno Giovanni Grasso; il 27 giugno ad Agropoli Luigi Renzi ed il 28 giugno, a Nocera Superiore, Antonio Medoro. In quattro casi su cinque si trattava di operai e per due di loro la morte è stata provocata da una caduta dall’alto. Un incidente, questo, che anche a livello nazionale resta la principale causa di decessi con il 24% delle morti. Seguono il ribaltamento di un veicolo in movimento come un muletto con il 20,6% di decessi, mentre al terzo posto c’è, nel 16,7% dei casi, lo schiacciamento che ha provocato anche la morte dell’operaio di Padula e di quello di Agropoli. Nella classifica del più alto rischio di mortalità rispetto alla popolazione lavorativa, in pole position c’è Grosseto, mentre Salerno si attesta al quindicesimo posto.
Prima, in Campania, si posizionano Benevento e Avellino, rispettivamente al terzo e quinto posto. Ed è l’agricoltura, dove vige il caporalato e le norme di sicurezza sono disattese grazie anche al prolificare del lavoro nero, il settore che registra il maggior numero di morti bianche, con il 36,9% di decessi. Nel comparto delle costruzioni, invece, ha perso la vita il 25,1% dei lavoratori. Il 7,8% degli eventi mortali, poi, ha coinvolto gli operatori del commercio e delle attività artigianali, mentre arriva al 6,1% la mortalità nel settore dei trasporti, magazzinaggi e comunicazioni.
Nello studio di Vega Engineering, inoltre, si evidenzia che gli stranieri deceduti sul lavoro sono il 12,1 per cento del totale. I rumeni i più numerosi. Mentre le fasce d’età più colpite sono quelle che vanno dai 45 ai 54 anni, con 88 vittime, e degli ultra65enni con ben 75 morti.
Fonte La Città http://lacittadisalerno.gelocal.it/cronaca/2012/09/27/news/morti-bianche-salerno-da-record-undici-vittime-in-8-mesi-nel-2012-1.5759837