Nocera: Primo vero incontro per il giovane pugile *Esposito*

Si tratterà di una vera e propria sfida generazionale quella che si svolgerà il 5 Marzo tra il trentacinquenne Vittorio Oi e il ventiquattrenne Samuele Esposito. Undici anni di differenza significano per il campione in carica tanta esperienza in più, un maggior numero di round sostenuti a livello professionistico (ben 75) ed una presumibile migliore gestione delle proprie capacità fisiche e tecniche. Ma possono anche significare (per lo sfidante) una più brillante condizione atletica, una superiore voglia di imporsi e di stupire oltre ad una maggiore rilassatezza psicologica riconducibile al fatto di non avere realmente nulla da perdere. Tutto questo è Vittorio Oi contro Samuele Esposito.

Un match che promette scintille, una sfida che per quelle che sono le caratteristiche dei due contendenti non potrà che garantire un grande spettacolo ed emozioni a non finire. Più tecnico il pugile di Albano laziale (ma residente a Pomezia), più aggressivo il giovane boxer di Nocera Inferiore, al suo primo vero grande appuntamento da professionista.

Abbiamo contattato Samuele Esposito che ci ha rilasciato una intervista che ci aiuterà a conoscerlo meglio ed a capire come si sta avvicinando all'evento del 5 Marzo targato BBT (Buccioni Boxing Team) che vedrà tra l'altro salire sul ring Daniele Petrucci (di ritorno da una breve esperienza negli States) ed il sempre più promettente peso leggero romano "Bad Boy" Federico Ranalli.

Samuele, il 5 marzo hai l'occasione della vita, la possibilità di conquistare il titolo italiano dei pesi superleggeri. Di fronte avrai un pugile molto più esperto di te. Che tipo di match ti aspetti?

"Un match difficile, ma non impossibile. Lui è un pugile completo, sa aspettare e sa far male ma io darò il massimo. Mi sto allenando molto sulla resistenza dal momento che so che dovrò affrontare una battaglia che voglio vincere a tutti i costi".

Ci parli di te e dei tuoi inizi nel mondo della boxe?

"Ho iniziato a 14 anni ma non in maniera continuativa. Vivevo a Sarno, a 30 km da Salerno e per me allenarmi presso la Pugilistica Salernitana era un bel problema dovendomi spostare sempre con il treno. Diciamo che ho iniziato a fare sul serio a 19 anni quando ho fatto il militare ed ho iniziato a prepararmi presso la Boxing Club Firenze".

Da dilettante che risultati hai conseguito ?

"Ho sostenuto circa 35 match, sono stato campione regionale 3 volte ma agli assoluti non ho conseguito risultati particolarmente brillanti dato che ho sempre incontrato ai primi turni avversari molto ostici come Carol Sandon e Luca Melis".

Da professionista qual è stato il test più impegnativo?

Sicuramente l'incontro sostenuto ad Ostia contro Danilo Valerii valevole per la semifinale di Coppa Italia. Lui era imbattuto ma io sono stato bravo a sorprenderlo con un potente gancio sinistro che lo ha messo al tappeto".

Ci parli della tua unica sconfitta patita contro l'ungherese Jozsef Gerebecz nel 2009 sul ring di Arcore?

"Lui era un ottimo pugile, ma il match lo stavo comunque dominando alla grande. Ero anche riuscito a buttarlo a terra un paio di volte ma una sua testata giudicata involontaria mi ha aperto una profonda ferita che mi ha costretto ad abbandonare. Un vero peccato ma sono cose che succedono nella boxe. Per me non è stato assolutamente un match perso".

Secondo molti sono pochi cinque match per ambire al titolo italiano. Cosa rispondi a chi ti muove questo appunto?

"Dico che dimostrerò di essere degno dell'occasione che mi è stata data. E' passato questo treno e non ci ho pensato due volte a prenderlo al volo. Per me è una grande opportunità che dovrò sfruttare al massimo".

Il titolo italiano lo consideri un punto d'arrivo o un punto di partenza per mete più ambiziose?

"Il mio punto di arrivo sarà la fine della mia carriera. Conto di vincere il titolo e di avere la possibilità di affrontare sfide ancor più impegnativi. Una cosa è sicura.ce la metterò veramente tutta per andare contro tutti i pronostici".

Che tipo di boxe è la tua?

"Non sono molto tecnico ma sopperisco a queste mie carenze con una notevole aggressività e forza fisica. Mi reputo un picchiatore anche se contro un pugile come Oi dovrò dimostrare anche di saper ragionare".

A che punto stai nella preparazione e con chi stai facendo sparring?

"Il mio allenatore storico è Vincenzo Casella, ma in questo periodo mi sto preparando con Patrizio Oliva e Biagio Zurlo presso la Pugilistica Vesuviana, a Torre Annunziata. In particolare faccio sparring con Langella, un ottimo pugili oltre che un amico".

Hai qualcosa da dire a Vittorio Oi?

"Io ho un grande rispetto per lui, sia come atleta che come uomo. Lui combatterà a casa sua ed avrà tutto il pubblico dalla sua parte, ma io penserò solo a far male ed a strappargli il titolo italiano. Il ring poi darà il suo verdetto…unico e incontrovertibile".

Stefano Buttafuoco / Eurosport