Papa Benedetto XVI rimarrà nel pieno delle sue funzioni fino al 28 febbraio. Da marzo si trasferirà a Castel Gandolfo, fino al termine dei lavori nell’ex monastero di clausura che si trova fino a qualche mese fa all’interno del Vaticano, quindi dovrebbe stabilirsi all’interno di quell’edificio. Lo ha detto padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana in un briefing sulle dimissioni del Papa. ''La decisione del Pontefice è stata presa da molti mesi, dopo il viaggio in Messico e a Cuba, in un riserbo che nessuno ha potuto infrangere'', nota "L'Osservatore romano" in un editoriale firmato dal direttore, Gian Maria Vian. L’annuncio della decisione di Benedetto XVI ha fatto subito il giro del mondo, innescando reazioni da parte delle massime cariche istituzionali. I commenti sono improntati al rispetto e all’ammirazione per il gesto di Joseph Ratzinger, ma spicca l’eccezione del cardinale Stanislaw Dziwisz, segretario personale di Giovanni Paolo II, che da Cracovia, premettendo di non voler criticare l’attuale pontefice, richiama l’esempio del predecessore di Benedetto XVI, secondo il quale “dalla croce non si scende”.
BERLUSCONI, BERSANI, CASINI – “Sono ammirato di fronte ad un gesto di grande responsabilità, che risponde a una finalità nobile e alta e che riguarda il governo della Chiesa Universale”, afferma in una nota Silvio Berlusconi. “Benedetto XVI – continua – aveva detto che se un Papa dovesse capire di non essere spiritualmente, intellettualmente e fisicamente più adeguato, avrebbe il diritto e il dovere di dimettersi. In coerenza con questo assunto il Papa, che non sente più adeguate le proprie forze fisiche, si dimette per garantire alla Chiesa Universale un governo saldo e forte come il momento esige”. Per il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, l’addio di Benedetto XVI al pontificato è una decisione “di portata storica” che non è stata assunta “certo per debolezza”. Ratzinger, secondo il leader democrat, “è un grande teologo che ha messo la teologia al servizio della Chiesa”. Il leader Udc Pier Ferdinando Casini, commosso, sottolinea a caldo il “gesto straordinario” di un “uomo straordinario forse fragile nel fisico, ma che ha dimostrato di avere una spiritualità eccezionale”. Poi dichiara: “Ci stringiamo al Papa e alla Chiesa per la loro straordinaria testimonianza profetica. E' il momento del raccoglimento e della preghiera”.
CEI – il presidente della Cei, Angelo Bagnasco, presente al Concistoro per la canonizzazione dei martiri d'Otranto in cui il Papa ha annunciato l’intenzione di interrompere il pontificato, esprime a Rarzinger “la profonda gratitudine e l'affettuosa vicinanza dei Vescovi italiani per l'attenzione costante che ha avuto per il nostro Paese e per la guida sicura e umile con cui ha indirizzato la barca di Pietro”.
OBAMA – “La Chiesa gioca un ruolo fondamentale negli Stati Uniti e nel mondo e auguro il meglio a colui che presto verrà nominato come successore di Sua Santità papa Benedetto XVI”, scrive in una nota il presidente statunitense Barack Obama. “Io e Michelle – aggiunge – vogliamo estendere il nostro apprezzamento e le nostre preghiere” a Benedetto XVI, da cui ricevettero una calorosa accoglienza in Vaticano nel 2009.
BARROSO – Il presidente della commissione Ue José Manuel Barroso accoglie “con emozione” l’annuncio di Benedetto XVI ed esprime “tutto il suo rispetto” per l’opera svolta dal Papa, a partire dalla difesa dei valori ecumenici fatta dal Pontefice. Ben impressi nella memoria di Barroso sono gli scambi avuti con Benedetto XVI, in particolare durante l’udienza privata del 2006, che fu l’occasione per condividere “una certa visione dell’Europa e del mondo, costruita attorno a idee della pace, della giustizia e della solidarietà”.
MERKEL – “Emozione e turbamento” sono i sentimenti manifestati dal portavoce del governo tedesco. La scelta del Papa suscita “il più grande rispetto” nella cancelliera Angela Merkel. Secondo Merkel “Benedetto XVI è e resta uno dei più significativi pensatori religiosi della nostra epoca” e ha il merito di avere “rafforzato le relazioni con la chiesa ortodossa” nonché di avere “teso la mano agli ebrei come ai musulmani”.
HOLLANDE – La decisione di Benedetto XVI è “altamente rispettabile”, si tratta “una volontà che deve essere rispettata”, chiosa il presidente della Repubblica francese Francois Hollande. L’Eliseo – avverte Hollande – “non farà altri commenti su qualcosa che appartiene innanzi tutto alla Chiesa”.