Nocera Inferiore. Ospedale Umberto I di Nocera Inferiore: continuano le corse notturne delle due autoambulanze. Per esse e per gli operatori sanitari e gli autisti non c’è sosta, non c’è soluzione di continuità. Dalle venti alle otto del mattino è un andirivieni infernale. Non c’è una sola notte in cui tutti i ricoverati trovino posto presso i suoi reparti. Ad ospitare i pazienti sono i corridoi che si allungano davanti ai reparti, costretti ad essere assistiti sulle barelle. «É il dramma che viviamo ogni notte – dicono medici ed infermieri – senza poter muovere un dito per ovviare ad una situazione diventata asfissiante. Non ci sono posti, e noi non possiamo crearli. Questa è la vera, dolorosa, sconcertante emergenza». Ma il fatto grave è che tutto potrebbe peggiorare. In questa ipotesi di peggioramento, i nuovi responsabili, nominati dalla Regione Campania per dirigere la sanità in provincia di Salerno, non c’entrano niente. Essi già hanno compiuto un primo «miracolo». Sono riusciti a salvare il posto agli interinali che, in un certo modo, facevano parte di quel folto gruppo di precari di cui è popolata la sanità della Valle del Sarno. Adesso bisogna guardare sul volto degli oltre 130 precari, variamente collocati che sono disseminati in tutti plessi ospedalieri, nei cui confronti pare verrà presa un decisione nella entrante settimana in sede regionale. «Tutti ci auguriamo – dice un sindacalista – che per i precari si trovi una soluzione, quale che sia ma la si trovi. Se così non dovesse avvenire, sarebbero non pochi i reparti costretti a chiudere. Perché – egli spiega – all’Umberto I di Nocera Inferiore specialmente, i nostri vecchi amministratori hanno fatto certamente bene a creare settori medici ad altissima specialità, dove si forniscono servizi di eccellenza, e non sono pochi. Tutto questo ha fatto sì, però, che il nostro nosocomio diventasse punto di riferimento dei paesi vesuviani, del basso avellinese e anche della Basilicata. E tutte le notti il pronto soccorso si riempie di pazienti speranzosi i quali, il più delle volte, vengono messi in barelle, in attesa che si liberi un posto in una stanza». Insomma, la buona sanità che, benintesi, la fanno i medici e tutto il personal e le strutture di avanguardia, hanno affollato a dismisura l’Umberto I sino a farlo scoppiare, come avviene ogni notte. A fronte di una situazione tutta speciale, i nuovi dirigenti delle aziende unificate hanno diverse gatte da pelare. Prima tra tutte quella che interessa il mantenimento in servizio di medici specialisti, paramedici, tecnici di laboratorio e infermieri. Tutto questo comporta una disponibilità economica di necessità per non impoverire unità ospedaliere quali sono l’Umberto I e altri plessi, strutturalmente all’avanguardia, che forniscono servizi veri.
Fonte: Il Mattino