Dall'attività investigativa è emerso che l'amministratore unico e responsabile legale dell'azienda aveva distrutto e occultato le scritture contabili, della società creata appositamente per interporla in maniera fittizia nei rapporti commerciali con clienti e fornitori.
Dagli accertamenti effettuati è stato possibile risalire al coinvolgimento della società in una vasta e complessa frode attuata al di fuori dei confini regionali con il ruolo di «missing trader», interponendosi tra società regolari e reali beneficiari non solo della merce ma anche della condotta fiscalmente vietata.
La società, infatti, da un lato riceveva fatture false da «società di fatto esistenti» e, dall'altro, emetteva fatture per operazioni inesistenti nei confronti dei clienti finali. Le società beneficiarie sono state individuate in varie regioni d'Italia, tra cui Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Campania, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. Due le persone che sono state denunciate all'autorità giudiziaria.