Rapina in Banca morto Gerardo Citarelli di Nocera

Commando irrompe in un’agenzia bancaria e fa fuoco: è di un morto e due feriti – di cui uno grave – il bilancio della tragica sparatoria avvenuta alla reazione di due vigilantes che stavano per ritirare soldi dall’agenzia dell’Unicredit, in via Guglielmo Marconi, a Casoria. La vittima è Gerardo Citarella, 43 anni, di Nocera: lascia due bambini. I feriti sono un suo collega, Giuseppe Lotta (39 anni, di Torre Annunziata, residente a Scafati) ed un cliente Antonio Caputo, di 42 anni, colpito da un proiettile vagante ad una gambamentre era vicino al bancomat.
Manca qualche minuto alle 10: il commando (sei banditi) ha atteso l’arrivo del blindato, ha seguito i due vigilantes (un terzo è rimasto a bordo) nella banca, dopo avere immobilizzato la guardia giurata in servizio nell’agenzia, puntandogli una pistola alla testa e disarmandola. Gerardo Citarella e Giuseppe Lotta, a quel punto, avrebbero abbozzato una reazione ed i rapinatori hanno aperto il fuoco: il primo è caduto sotto una pioggia di piombo. La rapina, quindi, è stata consumata: il commando ha afferrato un plico contente soldi, somma non ancora quantificata, ed è fuggito dividendosi su una Fiat Tempra ed un furgone, bianco. Scattato l’allarme, in via Guglielmo Marconi sono giunti i carabinieri che hanno predisposto posti di blocco. Entrambi i feriti sono stati accompagnati all’ospedale San Giovanni Bosco. Giuseppe Lotta ha subito più interventi chirurgici, avendo riportato lo spappolamento della gamba destra, ferite alla regione destra del torace, con un probabile coinvolgimento dell’apice polmonare; inoltre, gli è stata riscontrata una lesione ad una vertebra lombare. Il vigilante è ora in rianimazione: le sue condizioni sono critiche. Le indagini: gli investigatori ipotizzerebbero che ad agire possa essere stata la stessa banda che 24 ore prima ha consumato il colpo in un’altra banca, ad Afragola, con un bottino di 10mila euro. Come ieri, i banditi erano armati di mitragliette e kalashnikov e durante la fuga avevano sparato all’impazzata. di Renato Rocco

«Sono entrati in banca a volto scoperto, e un attimo dopo uno di loro mi ha sparato alla gamba. Ho pensato che sarei morto ma poi sono riuscito a trascinarmi nel bagno e ho chiuso la porta a chiave». È il racconto dei momenti di terrore vissuti stamattina da Antonio Caputo, 43enne, commerciante di vini di Casoria che è rimasto ferito durante la rapina. «Ero allo sportello – ricorda Caputo pochi minuti dopo l’intervento per la ferita alla gamba sinistra – ho sentito che stava accadendo qualcosa e mi sono voltato. A quel punto, senza che io avessi aperto bocca, uno dei rapinatori mi ha sparato alla gamba. Sono caduto a terra, ho superato lo spavento e ho cominciato a trascinarmi verso il bagno. Dall’interno della toilette sentivo le urla che venivano dal salone della banca, sono rimasto chiuso dentro fino a quando non ho sentito il silenzio, a quel punto sono uscito e i rapinatori erano andati via». Caputo ha subìto un lungo intervento all’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli per la ricostruzione del muscolo della gamba colpito dal rapinatore.

Sono stato preso alle spalle, mi ha puntato un mitra alla testa e costretto a stendermi a terra». Bruno, 30 anni, è una delle guardie giurate della ditta “La Vigilante”, in servizio all’agenzia dell’Unicredit di Casoria, dove un altro vigilante è stato ucciso e due persone sono state ferite. «Sono vivo per miracolo, lo so – continua l’uomo – da quella posizione, con la testa a terra, ho sentito gli spari all’interno della banca. Non potevo fare assolutamente nulla, è stato tremendo». Bruno è in caserma assieme alla sua ragazza, quando rilascia la sua breve testimonianza. Non vuole raccontare altri dettagli: «Lasciamo stare, non mi sembra il momento di parlare e di rilasciare dichiarazioni». A chi gli ha chiesto se avesse visto spuntare i rapinatori dal cespuglio di fronte alla banca ha risposto: «Appunto, ve l’ho detto: è proprio meglio lasciar perdere».