Cava de' Tirreni. Vanno in fumo i 700 mila euro per il progetto, in un primo momento finanziato dal ministero del lavoro e per le politiche sociali ma poi da quest’ultimo revocato poiché il Comune e l’associazione richiedente non ha rispettato i tempi previsti dalla direttiva ministeriale. I fatti. Nel 2003 il ministro per le politiche sociali emana una direttiva con cui vengono previsti i finanziamenti a cui enti locali ed associazioni possono accedere per creare strutture polivalenti con alloggi, campi sportivi ed attività ludico-ricretive, internet point per favorire l’integrazione sociale dei disabili. A questo punto il responsabile dell’associazione Amici e Dame dell’Avvocatella, avendo la disponibilità di un terreno ove potrebbe sorgere la struttura, insieme al Comune, ed altre associazioni che si occupano di disabili, presenta il proprio progetto, redatto dall’architetto Emilio Lambiase, al ministero il 13 dicembre 2003.
4 mesi dopo arriva la nota del ministero con cui si concedono quasi 700 mila euro, a condizione che la struttura possa essere aperta a tutti i disabili, di cui una prima tranche, di 160 mila euro viene già trasferita a palazzo di Città. Il complesso deve essere terminato in 2 anni, pena l’esclusione dal finanziamento. Stipulata la convenzione, si arriva alla conferenza di servizi per la variante urbanistica. Il 1 giugno 2004 il sindaco di allora, Alfredo Messina, invita più volte l’associazione a reperire in tempi rapidi un’ altro suolo, poiché la realizzazione in quello previsto è incompatibile con il piano urbanistico territoriale, anche con variante. Ma una location alternativa non arriva. Pochi mesi dopo l’insediamento del primo cittadino Gravagnuolo, il Ministero chiede la documentazione attestante la realizzazione del complesso. Vista la rilevanza strategica ed il ruolo socio assistenziale della struttura, l’amministrazione ha fatto tutto il possibile per richiedere al ministero la sostituzione del progetto, che nel frattempo poteva essere realizzato alla Villa D’Amico di San Lorenzo, e la proroga dei termini. Non c’è stato nulla da fare. Ed ora Palazzo di città, a seguito della nota ministeriale del 7 maggio 2008 con la quale il finanziamento è stato revocato, dovrà anche restituire la prima rata del finanziamento al ministero. (Vincenzo Lamberti)