Sarno. «Il nuovo ospedale di Sarno non doveva aprire. Andando controcorrente , ho proceduto, un anno fa, alla sua apertura. Ed oggi, forse, pago per una scelta non condivisa». Giovanni Russo (nella foto), manager dell'Asl Sa1 ancora per poco, parla con il suo solito tono di voce basso, davanti ai rappresentanti dei comitati civici, guidati da padre Maurizio Albano, promotori, con l'amministrazione comunale, di un acceso dibattito a palazzo San Francesco. Scopo dell'incontro era quello di richiamare l'attenzione sul mancato funzionamento a pieno regime della struttura ospedaliera. È trascorso un anno dalla sua apertura ma il "Martiri di Villa Malta" stenta a decollare. Si parla di declassamento e di tagli ai 174 posti letto per mancanza di personale e di risorse finanziarie. L'unica nota positiva, è l'assunzione di tre nuovi anestesisti, tutti e tre lucani. Giovanni Russo sa che il suo mandato è scaduto, anche se la nomina del suo successore è slittata di qualche giorno. In corsa per la sua successione ci sono Donato Saracino, Gennaro D'Auria e l'attuale direttore sanitario, Vincenzo Raiola, tutti di area Pd. «Non ho nulla da rimproverarmi. So di aver lavorato nell'interesse dell'Asl Sa1 – ha affermato Russo, il quale paga probabilmente per la sua antica amicizia con De Mita – Quando fui nominato direttore generale, trovai una situazione difficile. I conti dell'Asl erano in rosso. L'input ricevuto dai vertici regionali era quello di attuare una politica dei tagli dolorosa. Se non avessi attinto dal bilancio dell'Asl la somma di 12 milioni di euro per completare l'ospedale, oggi saremo qui a parlare d'altro. Per aver fatto questo, mi ritrovo con una valutazione zero del mio operato. E, probabilmente, con un altro al posto mio». Promesse non mantenute. Il sindaco Amilcare Mancusi si è scagliato contro l'assessore regionale alla Sanità, Angelo Montemarano: «Non è possibile che, pur avendo dotato l'ospedale di una modernissima, ed unica in Campania, attrezzatura per la Tac, ad oggi è ancora non funzionante, come è inconcepibile, per un paese moderno, che una sala di rianimazione, benché attrezzata adeguatamente, funzioni a scartamento ridotto "per mancanza di personale". Ancora, il reparto di chirurgia funziona e garantisce assistenza solo per 10 posti letto». Nel mirino di Mancusi anche il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, al quale non ha lesinato strali per la vicenda dei 150 posti letto destinati all'ospedale Ruggi d'Aragona di Salerno, a discapito dell'Asl Sa1. «Per vedere rispettati i nostri diritti – ha aggiunto Mancusi – Sarno e dell'Agro devono avere più peso politico alla Regione, eleggendo più rappresentanti locali, visto che ogni decisione è dell'onorevole di turno, a tutela del proprio collegio elettorale». (Antonio Orza)